sabato, 24 settembre 2005
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XpostatoX da Valuz alle ore 16:03 | Permalink | commenti (13)

sabato, 03 settembre 2005

Visto che me lo si chiede a furor di popolo (seeeh!)...


Di solito, quando si fanno le valigie prima di partire, si cerca di metterci dentro tutto quello che potrebbe servire, e puntualmente ci si dimentica qualcosa. A me è successo l'opposto: qualcosa che avrei voluto lasciare a casa si è infiltrata tra i vestiti.

LA SFIGA.

Scherzi a parte, non mi posso lamentare di com'è andata, ho potuto abbracciare Vero davvero () e accertarmi che la confidenza e la familiarità che abbiamo online, dal vivo sono perfettamente uguali, almeno quando la smetto di arravogliarmi con le parole e quando riesco a sentire quello che dice... parla a voce bassissima!

Comunque, ecco la cronaca.
Lunedì è stata una giornata lunghissima, sveglia alle 2.30 del mattino, in auto fino a Roma per arrivare con un certo anticipo per il check-in, attesa fino all'imbarco e in aereo fino a Valencia, un'altra attesa per prendere il treno per Alicante, e intanto il mio stomaco si allenava per le olimpiadi, anche se non ho capito se faceva tuffi o capriole. Vero usciva dal lavoro alle 3 e un quarto, io arrivavo alle 3, da Torrevieja ad Alicante ci vuole un'oretta... facendo due conti, al massimo per le quattro e mezza sarebbe dovuta arrivare. Invece, alle quattro e un quarto mi manda un messaggio per dirmi che ha appena preso la macchina. Gasp. Io e il mio povero papà ci armiamo di pazienza, e aspettiamo. Dopo un'oretta mi arriva un altro sms... traffic jam. Gulp. Dopo un'altra ora, proprio mentre sto per mandarle un messaggio per sapere se è almeno a metà strada e sono col naso nel telefono, papà se ne esce con un "Eccola!". Neanche il tempo di guardarci, e via con gli abbracci. Vero mi dice che ha fatto due volte il giro per trovare un posto per la macchina, e alla fine ha parcheggiato nel parcheggio di un centro commerciale. Ci guida fin lì, e poi facciamo su e giù negli ascensori per capire se e dove si doveva pagare il parcheggio, poi per trovare la macchinetta per il pagamento, e infine per arrivare all'auto. Poi, finalmente, si parte. Dopo un'oretta, giungiamo alla meta: da Castellammar a Guardamar, come abbiamo scherzosamente ribattezzato la vacanza. Papà disfa le valigie, io e Vero ci abituiamo alla nuova situazione: niente smilies nè typos! E per rompere definitivamente il ghiaccio ci rifugiamo nel nostro primo terreno comune: la musica. Si fa sera in un baleno, anche se alle nove e mezza il cielo è ancora chiaro; papà ha fame, e io mi reggo in piedi solo grazie all'adrenalina. Io e Vero ci salutiamo a malincuore, poi io e papà andiamo a cena e dopo un po' di incertezza con il menu e i camerieri, e la scoperta di un letto matrimoniale con un solo cuscino lunghissimo (!!) alle dieci e mezza siamo già nel mondo dei sogni.

La mattina dopo facciamo un giro per il paese, e alla vista della spiaggia papà mi obbliga a tornare in albergo, mettere il costume e andare al mare. Acconsento di malavoglia, intanto Vero mi manda un sms dicendo che nel pomeriggio, dopo il lavoro, accompagnerà la madre al mare e poi verrà da me, e mi chiede che voglio fare. A quel punto, sapendo che lei ci teneva, mi arrendo e le dico che possiamo andare a mare insieme. Eloquente la sua risposta: Olé! Verso le quattro mi vengono a prendere, e andiamo dalla parte opposta di Guardamar, e il pomeriggio vola tra schizzi e racchettoni. Alle otto mi riaccompagnano in albergo, e Vero mi dice che giusto il tempo di una doccia e poi possiamo farci un giro insieme. Non passa neanche un'ora, che mi manda un altro sms dicendomi che la mamma è svenuta e che la deve accompagnare all'ospedale. Okay, ci vediamo domani.

Mercoledì mattina passa senza novità, Vero mi viene a prendere verso mezzogiorno e restiamo nei paraggi perché la mamma non è ancora stabile, e mi porta a fare il tour di Almoradì. Per le due siamo di nuovo in albergo, con la promessa di vederci "forse" nel pomeriggio, perché la sera avrebbe dovuto lavorare. Per il giorno dopo, avevamo in programma di andare al "Terra Mitica", un grande parco di divertimenti, e avremmo preso accordi la sera. Nel pomeriggio Vero mi avvisa che non può venire perché deve andare dal nonno. Okay, ci vediamo domani. All'una di notte mi manda l'ennesimo sms per dirmi che la mamma è di nuovo all'ospedale e stavolta non la dimetteranno così presto, e che lei farà del suo meglio per venire da me prima che io parta. Inutile soffermarmi sul mio umore di giovedì,venerdì e parte di sabato; devo davvero ringraziare papà che ha saputo come prendere i miei musi lunghi, peraltro inutili, perché con chi mi potevo incazzare? Con Vero? Impossibile. Con la mamma? Figuriamoci! Con la sfiga? Ok, ma incazzarsi così non serve a nulla, è un circolo vizioso. Sarà infantile, ma mi sono sentita come se qualcuno mi avesse promesso un giocattolo fantastico che avrei potuto avere per una settimana intera, e poi, quando avevo appena cominciato a giocarci, me lo avesse strappato via.

Venerdì viene rischiarato da un altro sms (ho perso il conto) in cui Vero mi promette di venirmi a salutare il sabato pomeriggio, cosa che (phew) puntualmente accade, anche se dura molto meno di quanto avremmo voluto. Due foto grazie a papà improvvisatosi papàrazzo (e meno male che avevo detto che volevo sfiancare la macchina fotografica! mi sono secciata da sola!), la presa di coscienza che siamo entrambe incazzate per la situazione, un giro nel parco giusto per poter dire che abbiamo fatto una passeggiata insieme e poi i saluti finali.

Domenica il viaggio di ritorno, dalle otto e mezza del mattino fino alle undici di sera tra mezzi di trasporto vari, e finalmente a casa.
E, ovviamente, il papà di Vero non ha pagato (di nuovo) la bolletta del telefono, e so poco di come si è evoluta la situazione, che comunque è costellata da un paio di notizie non esattamente incoraggianti, e la quasi conferma che per ottobre salta tutto. Bah, forse durante le vacanze di natale... ma se ho imparato qualcosa da questa vacanza, è che io e Veronica non possiamo fare progetti a breve scadenza.


Ma tanto abbiamo tempo, nessuna di noi due ha fretta.

XpostatoX da Valuz alle ore 23:26 | Permalink | commenti (3)